Mistero Bizzarro di Mimmo Loiero
Mistero Bizzarro di Mimmo Loiero
Brigantaggio, banditismo, o fuochi rivoluzionari? Diversamente, ogni terra che ha generato del brigantaggio, riflette e rappresenta la gente che ci ha vissuto con le proprie passioni, le intelligenze e i disagi ospitati nei loro particolari fenomeni sociali. Non parlo di quelle tradizioni tipicamente siciliane ma di una parte storica della Calabria poco conosciuta nel contesto, raccontata in una trilogia ormai a fine lavorazione redatta da un autore squisitamente calabrese, acuto osservatore e storiograficamente preparato sul tema. Sto parlando di Mimmo Loiero. La sua è stata una ricerca relativa i periodi più salienti del brigantaggio di questa terra, in qualche modo protagonista nella storia d’Italia del diciannovesimo secolo. Paradossalmente, i calabresi “moderni” non ne hanno grande coscienza e conoscenza data una proverbiale “impermeabilità” alla loro storia recente. Ecco dunque il primo libro pubblicato: “Mistero Bizzarro – storia di briganti, tamarri, massoni e cortigiane” (ADG Edizioni, Soverato); che definisco una sorta di saggio piacevolmente romanzato nonostante la recalcitranza dell’autore a definirlo tale. Permeante protagonista in questo tomo è il brigante Bizzarro “teatralmente” attivo in Calabria nei primi anni dell’ottocento. Qualcosa si fa storia, attraverso una famiglia, un clan, una razza che mostra i segni dei principi massonici, carbonari, dove non appare certamente il virus tipico della più moderna ‘ndragheta che rispecchia meramente una vigliacca malavita organizzata. Vi si narra della famiglia Desordo e di altri eventi legati storicamente a guerre, rivoluzioni e intrighi che interessano il dominio dei Borboni, dei Buonaparte in Italia, ma anche di correlazioni con le Americhe e l’Europa di allora. La vera storia di alcuni briganti protagonisti non è mai stata profondamente raccontata in modo avvincente e avventuroso nonostante gli universi paralleli del così detto banditismo siano stati abbastanza chiusi e impermeabili tra loro. Pubblicamente, di solito, si afferma una “verità storica” verosimilmente falsata ad asservire le varie epoche politiche. In questo primo libro, in realtà, il vero protagonista è il contadinello adolescente Mico ‘u Surdo che sarà il capostipite della “razza” Desordo, da dove il brigantaggio calabrese ha un suo esordio. La lettera, che introduce il libro (datata New York, 13 febbraio 1848) definita da Mimmo Loiero un “autentico falso”, chiedendosi così se lettori e critica un po’ ci rideranno su, è il pretesto per affermare che da qualcosa di illusorio potrebbe corrispondere a verità. Ben quarantotto illustrazioni documentano il testo portando il lettore a un inevitabile coinvolgimento alla comprensione del discorso.
MIMMO LOIERO
MISTERO BIZZARRO
Storia di briganti, tamarri, massoni e cortigiane
Edizioni ADG – Soverato
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